Page 17 - STORIA_della_PRIVACY
P. 17
Michele Iaselli e Stefano Gorla, “Storia della Privacy”
parivano persino i nomi, i cognomi, ognuno veniva indicato dal sopranno-
me, in genere dall’attività o dal mestiere che esercitava. Spesso i
nomignoli avevano attinenza con una malformazione o un difetto fisico,
noto a tutti.
In un villaggio della Romagna occidentale (vedi La miniera del mondo, di
Piero Camporesi - Edizioni Il Saggiatore) c’era chi aveva per soprannome
“Tot usel” (tuttouccello) ed era un iposessuale o un impotente. Un lavora-
tore del vescovo di Cesena era stato ribattezzato - lui e i suoi eredi - “trivo-
glioni”. Rientravano nel leggendario paesano incredibili episodi di irrefre-
nabile bestialità sessuale, come riferiscono certe cronache: “M. Agnollo Dal
Buschio, citadino de Cesena, questo anno, usando con una sua comare,
s’atachorono insieme commo li cani, visto da ognomo”... oppure: “France-
sco de Jseppo... uxando più ch’al dovere con la Bricida sua femina, si sfilò e
morì...”: (dalle Cronache e storie di Giuliano Fantaguzzi nel suo Caos).
Durante il Medioevo il pettegolezzo trovava terreno fertile: giravano so-
vente storie sui potenti del tempo facendoli sentire molto più vicini alla
gente comune. Secondo alcune cronache si viene a sapere che papa Gio-
vanni XII rifiutò l’estrema unzione perchè riteneva fosse posseduto dal dia-
volo. La morte lo colse nel 964 a causa di un infarto mentre si trovava insie-
me ad una donna sposata. A riferire la notizia è il celebre giornale
Liutprando da Cremona. La rivista era focalizzata sui comportamenti dei
papi libertini e dei sovrani. Anche se a leggere e a scrivere erano in pochi a
saperlo fare, la narrazione di questi eventi aveva attecchito presso un pub-
blico molto vasto grazie anche ai giullari e menestrelli che raccontavano
episodi di vita privata dei potenti.
Come sempre i pettegolezzi potevano creare gravi problemi. Se vi era una
donna che curava con le erbe medicinali poteva essere fatta passare come
strega e quindi finire al rogo.
ALEERTXS 17